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Rights of Nature Letter to President of Italy

LETTERA AL PRESIDENTE. VANDANA SHIVA IN INDIA, NOI IN ITALIA

13/04/2012 DavSa Presentazioni
http://dirittidellanaturaitalia.it/

Alla conferenza I Diritti della Natura di Alzano Lombardo del 30 marzo 2012, abbiamo raccolto oltre 150 firme per la lettera da inviare al Presidente della Repubblica Italiana, lettera scritta dalla nostra Francesca Mancini. Oggi apprendiamo che Vandana Shiva sta facendo la stessa cosa con il presidente della sua nazione, l’India (firmala qui), siamo felici di questo perché quando è stata a Bergamo, il 26 e 27 marzo, avevamo avuto modo di scambiare alcuni pensieri e sensazioni che ci accomunano. Vandana Shiva alla lettera ha premesso la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra (leggila qui). La nostra lettera è la seguente, presto vi faremo avere un link dove poterla firmare. Intanto, potete leggerla, stamparla, diffonderla, insomma, farla vostra. E’ di tutti noi, per tutti noi e le altre creature che con noi vivono.

Alzano Lombardo, 30 marzo 2012

LA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Al Presidente della Repubblica Italiana

On.le Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale

00187 ROMA

Eccellentissimo Signor Presidente,

a seguito del largo consenso che ha ottenuto il dibattito sui Diritti della Natura svoltosi il 30 marzo 2012 ad Alzano Lombardo (BG) – seguito da una proficua raccolta di firme – Le rivolgiamo questo appello urgente con il quale richiediamo il riconoscimento costituzionale dei diritti propri della Natura e della Terra.

E’ ormai dimostrato che l’esperimento dell’umanità di adottare uno stile di vita a spese della Natura ha fallito. La ragione prima di questo fallimento è che abbiamo messo l’importanza della nostra specie al di sopra di tutto il resto. Abbiamo erroneamente considerato la Terra, i suoi ecosistemi e la miriade dei suoi esseri viventi soltanto come nostre risorse, che hanno valore solo quando soddisfano i nostri bisogni e i nostri desideri.

La nostra Carta Costituzionale,soprattutto attraverso il suo silenzio in merito,si sottrae alla responsabilità di legittimare una minima protezione legale al mondo naturale di cui tutti – anche Lei, sig. Presidente – facciamo parte e da cui tutti dipendiamo.

I nostri dibattiti dottrinali e giurisprudenziali lo dimostrano: continuano a svolgersi intorno all’ampiezza della nozione di paesaggio contenuta nell’art. 9 della Costituzione e considerano la norma come avente “di mira unicamente i valori paesaggistici sotto il profilo dei quadri naturali che essi realizzano”, senza prendere in esame la Natura in quanto tale. Allo stesso modo, il termine ambiente, altrettanto dibattuto, nel nostro ordinamento è addirittura privo di una definizione giuridica. Questo rende il termine oggetto delle più disparate e fantasiose interpretazioni che – è questo il punto cruciale – mai considerano la Natura quale entità dal valore intrinseco e soggetto di diritti, non prevedendo politiche in grado di assicurare alle prossime generazioniun ambiente salubre ed ecologicamente in equilibrio.

La Dichiarazione dei Diritti di Madre Terra, presentata all’ONU nel 2010 – della quale siamo convinti Lei sia a conoscenza – si rivolge soprattutto ai singoli sistemi legali e di governo, invitandoli a riconoscere l’appartenenza di tutti alla comunità della Terra e a dichiarare, rispettare e difendere i diritti di tutti gli esseri, ecosistemi ed organismi viventi. Proprio come ha fatto l’Ecuador, primo Paese al mondo a dotarsi di articoli costituzionali specifici che prevedono diritti della Pachamama, la Madre Terra. La Bolivia si appresta a seguire l’esempio dell’Ecuador.

Ecco perché l’avvocato Mari Margil, che ha lavorato alla stesura della Costituzione dell’Ecuador, sarà per la prima volta in Italia,ospite d’eccezione all’incontro del 30 marzo a Bergamo, dove spiegherà come il cambiamento passa anche attraverso una revisione del linguaggio con il quale pensiamo alla protezione della Terra e delle sue risorse naturali e ad un ripensamento del diritto stesso.

Il Popolo italiano, come ha ultimamente dimostrato l’eclatante risultato del Referendum sull’Acqua, ha sentito, forse istintivamente,di riconoscere l’acqua come bene che appartiene alla Terra e non come strumento di potere in mano all’uomo, decidendo di difenderla in nome della sua stessa sopravvivenza.

Convinti di interpretare un sentire collettivo e soprattutto non condizionatoda alcuna ideologia di parte, ci sentiamo indovere di chiedere attraverso la Sua persona, al Governo insediatosi in questi ultimi mesi e al Parlamento di voler inserirenella Costituzione Italiana, specifici articoli che prevedano la Protezione dei Diritti della Natura. Soprattutto in vista dell’imminente Summit Internazionale del giugno 2012 “Rio+20”, l’Italia non può permettersi di sottrarsi al fondamentale compito di apportare il suo contributo e di condividere appieno i valori che – speriamo – la comunità internazionale sarà pronta a riconoscere e tutelare.

Siamo sicuri che solo attraverso tale riconoscimento potremo assicurare il mantenimento della vita sulla Terra.

RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, porgiamo le nostre più vive cordialità restando in attesa di una Sua cortese risposta.

In fede

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